storieanonime.it

Come scrivere: la storia che la gente legge

Una buona storia anonima non è una qualità letteraria, è una qualità di onestà. Le storie che funzionano meglio nel nostro canale hanno tre cose in comune. Te le racconto perché ti aiutano a tirare fuori quello che ti pesa in modo che gli altri possano leggerlo con vera attenzione, non scorrere e basta.

Prima cosa, scrivi come parli. Niente registro alto, niente parole ricercate, niente metafore complicate. Una storia che inizia con 'ieri sera ho fatto una cosa che non avrei mai pensato di fare' funziona dieci volte meglio di una che inizia con 'è una sera come tante quando l'inconfessabile bussa alle porte della mia coscienza'. Il tono naturale comunica autenticità. La gente legge fino alla fine quando crede che chi scrive è una persona vera, non un personaggio.

Seconda cosa, dettagli specifici. I dettagli concreti (luoghi generici, oggetti, gesti, frasi specifiche) fanno la differenza tra una storia che sembra inventata e una che sembra vera. Non servono i nomi propri (anzi, devi toglierli per anonimato), ma servono i dettagli che fanno vivere la scena. 'Il sapore del caffè freddo che mi era rimasto in mano quando mi ha detto quella cosa' è meglio di 'la situazione era tesa'.

Terza cosa, una lunghezza giusta. Le storie sotto cinquecento parole risultano spesso troppo asciutte. Le storie sopra le duemila parole perdono lettori a metà. La fascia che funziona meglio è tra ottocento e milleduecento parole. È abbastanza per raccontare una vera storia con sviluppo, ma non così tanto da chiedere troppo tempo al lettore.

Manda la tua storia anonima Confessa quello che vuoi, nessuno sa chi sei

Approfondisci

Manda la tua storia anonima Confessa quello che vuoi, nessuno sa chi sei
Manda la tua storia anonima